Il rischio non calcolato del calcio inglese - Fubolitix #5

Cosa succede in Inghilterra? Le tensioni tifosi - club dopo il dietrofront sulla Superlega

Amici,

dopo che l’intervento del Premier Boris Johnson e delle tifoserie organizzate ha fatto fare un passo indietro alle 6 più ricche società inglesi rispetto alla Superlega, il calcio inglese sembra essere entrato in una nuova fase. 

I tifosi, spalleggiati da alcune scelte populiste della politica governativa, sono sul piede di guerra.

Giovanni Armanini

@armagio

Il calcio inglese sta portando indietro le lancette di 30 anni. L’appoggio politico ai tifosi anti #Superlega ha legittimato l’emersione di comportamenti deprecabili. Il rinvio di una partita, Gattuso, ora Benitez. Populismo che si avvita su sè stesso. State all’erta...

2:51 PM - 28 Jun 2021

A Manchester alla fine della stagione 2020/21 l’irruzione in campo di un gruppo di loro ha fatto rimandare Manchester United - Liverpool. 

Pur dissociandosi formalmente dal gesto, il supporter trust del club di casa di fatto se ne è assunto la responsabilità morale chiedendo e ottenendo per la prima volta in 15 anni dialogo con la proprietà, che ha incontrato i tifosi aprendo all’azionariato popolare.

Ma il dialogo non sembra andare come sperato dai Glazers. “Alcuni tifosi li vogliono solo fuori dal club” ha scritto la BBC.

Il supporter trust del Tottenham Hotspurs ha chiesto e ottenuto il fallimento della trattativa con Gennaro Gattuso per la panchina vacante del club. In precedenza si era opposto all’idea di una partecipazione consultiva ai Cda del club, chiedendo poteri reali.

Pochi giorni dopo le minacce a Rafa Benitez, nuovo tecnico dell'Everton, non sono state un bel segno. Di certo qualcosa di sconosciuto fino a poco tempo fa.

All’Arsenal i Kroenke sono sotto attacco: i tifosi li contestano avendo spostato l’attenzione negli ultimi anni da Arsene Wenger alla proprietà. Una cordata guidata da Daniel Ek (Spotify) e un gruppo di ex giocatori (Henry, Vieira, Bergkamp e altri), vuole entrare nel club facendo anche leva sul malcontento.

Non si sa fino a quando Chelsea, Manchester City e Liverpool potranno mantenere la calma apparente che regna intorno a loro. Di certo le vittorie aiutano a sopire i dissidenti.

Il Chelsea ci prova offrendo ai tifosi partecipazione come uditori ai Cda. Ma qui la situazione è diversa: il club attraverso la Onlus “Chelsea Pitch owners” detiene la proprietà del fondo su cui sorge Stamford Bridge e dei diritti di denominaziona del club.

Il Manchester City vive in un limbo legato alla recente grandezza del club.

Il Liverpool ha in programma una espansione dello stadio che potrebbe finire per alimentare ulteriormente il mercato nero dei biglietti per vedere la squadra, sul quale il tifo organizzato è capillarmente presente. 

Gli elementi di tensione, in un paese che affronta le incertezze del post Brexit sono molte. La disoccupazione aumenta e il post covid al momento non dà certezze.

Il pubblico chiede la partecipazione al capitale sociale. Ma al di là dell'esistenza di modelli funzionanti (ma non per questo più democratici di quelli vigenti in Inghilterra), la rivendicazione pare soprattutto una boutade populista.

Il rischio è che possa saltare la situazione sancita ad inizio anni ’90 dal Taylor Report, che superando la repressione tatcheriana degli anni ’80 diede il via al calcio inglese di Premier League come oggi lo conosciamo: una lega di stelle giocata in stadi teatro in cui coccolare i tifosi-clienti.

Oggi potrebbe non bastare più.

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